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Linguaggio inclusivo di genere negli atti amministrativi
L’Assessora alle Politiche per le differenze Giorgia Macrelli interviene sul tema del linguaggio inclusivo di genere da introdurre negli atti amministrativi posto al centro di una mozione approvata nel corso della seduta di ieri, giovedì 12 marzo, dal Consiglio comunale di Cesena e proposta dal Partito democratico e Fondamenta Avs.
“Rispettare le differenze, quindi declinare i nomi al femminile anche per ruoli e mestieri che fino a poco tempo fa erano soltanto maschili, utilizzare il più possibile formule neutre ed eliminare il maschile sovraesteso sono alcuni degli esempi con cui possiamo far sì che più soggettività si sentano nominate e rappresentate all'interno della nostra comunità L’adozione del linguaggio di genere nella comunicazione istituzionale è uno dei mattoncini che, insieme ad altre azioni quotidiane che compiamo, possono rendere le Amministrazioni Pubbliche davvero al servizio di tutte e tutti”.
“Nell’ottobre 2024 – prosegue – il Comune di Cesena ha adottato il Gender Equality Plan, il piano per la parità di genere, che comprende anche una formazione all’uso del linguaggio di genere e la redazione di linee guida per la sua applicazione. La mozione presentata dai gruppi PD e Fondamenta AVS si inserisce in questo percorso, perché ci richiama l’importanza del fare posto a tutte le persone che già fanno parte della nostra comunità e legittimarne il loro ruolo al suo interno”.
“Il linguaggio dà forma ai nostri pensieri e disegna orizzonti di possibilità per il futuro: una bambina che oggi vede e sente chiamare una consigliera, un’assessora o una sindaca può immaginarsi più facilmente di diventarlo e portare le sue idee, competenze e il suo impegno alla collettività. Chi parla di inutile complessità della proposta fatica a comprendere il potere delle parole e della rappresentazione e che il cammino verso la parità, ancora lungo, passa necessariamente passa necessariamente da politiche che fanno sentire le persone rappresentate, incluse e più libere di partecipare alla vita pubblica”, conclude l’Assessora Macrelli.